Pomodori, basilico e divagazioni sul genere


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I pomodori sono, culinariamente parlando, il mio tutto e il basilico è il loro complemento a uno. Complice un’estate calda anche qui sulle Alpi, posso dire che quest’anno il mio tutto è stato davvero soddisfacente, e anche il loro complemento anche se date le altitudini a cui mi trovo ho optato per un basilico di montagna -profumato, fresco ma un pochino legnoso – insomma non potete farci il pesto ma cresce che è una meraviglia. Ammesso poi che la memoria ci racconti qualcosa, che almeno a grandi linee sia veramente successo, allora i pomodori sono parte diretta della mia memoria e quindi dei miei racconti e della mia storia. Ci sono sempre stati nelle mie merende, nei miei intermezzi mattutini e nelle pause studio. Vedo spesso i miei studenti che mi guardano con aria divertita quando tiro fuori la mia merenda: pane integrale, pomodori e ultimamente avocado. Li amo insieme, però certo non posso mettermi a coltivare avocado tra le Alpi, che poi forse si potrebbe anche provare. Mi sto perdendo nelle mie divagazioni mentali: sugo di pomodoro fresco, basilico e aglio rosso.
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INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

  • 1 spicchio d’aglio
  • 350 grammi di pomodorini
  • basilico in quantità
  • olio e.v.o
  • una presa di sale

PREPARAZIONE

  1. spremete lo spicchio d’aglio, o tagliatelo a fettine sottili se non avete uno, e mettetelo in una padella e no in un tegame, con dell’olio
  2. accendete la fiamma e non appena l’aglio inizia a dorarsi aggiungete i pomodorini tagliati a metà, aggiustate di sale e fate cuocere con il coperchio a fuoco alto per circa 7 minuti
  3. a cottura ultimata spegnete e aggiungete il basilico fresco.

Buon appetito!

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Di Zucche, di Scarpe e del dilemma di Nora Ephron


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Passato Natale si toglie l’albero, si rimettono a posto le mille luci sparse insieme alle candele nella nostra casa e proprio mentre sono in equilibrio su me stessa e su un gradino per tirare via l’ultima lucina, proprio quella in alto a sinistra, sento il tallone che si sposta all’indietro, l’equilibrio che vacilla e l’ing. che grida “attenta”. Ecco che vedo qualcosa di molto giallo, per fortuna ben incastrato nel fermalibri, perchè posso dire mi ha dato una discreta mano a salvarmi da una potenziale e rovinosa caduta, lo afferro e per un attimo resto in equilibrio, poi riacquisto il mio aplomb e scendo con dignità dalla scaletta. Il libro in questione era “il mio collo mi fa impazzire” di Norah Ephron, un libro che mi aveva divertito molto e che avevo letto tempo fa, diverso tempo fa. Così, nostalgica e grata lo tiro giù e lo inizio a sfogliare. E mentre lo faccio penso che è vero, dopo i 40, il numero delle mie scarpe è salito esponenzialmente, il mio collo, come i miei capelli portano i segni del tempo e, cosa meno piacevole, solo ora me ne rendo conto, mi toccherà aspettare il prossimo Natale per chiedere un collo nuovo!  Così sfoglio le pagine, oramai ingiallite di Norah, leggo frasi che mi fanno non più ridere ma sorridere, guardo le mie scarpe, tutte basse, comode e forse non sempre così femminili come gli standard indirettamente impongono. Ma io sono così, dentro di me grido sempre “resistenza!”. Ad ogni modo ogni volta che guardo quelle donne che leggiadre corrono calzando delle ballerine, ecco è proprio lì che mi sale il nervoso. Le guardo, loro, e poi guardo me con la sciarpa, il cappello, la borsa a tracolla piena di libri e spesso dei compiti dei miei studenti e poi abbasso lo sguardo verso i miei piedi, ed eccole che le vedo lì che mi fissano. Le mie bellissime scarpe, confortevoli anfibi di vernice nera che mi strizzano l’occhio sinistro, mi sorridono e mi ricordano che malgrado il tempo passi, potrò sempre indossare scarpe come quelle. Alzo di nuovo gli occhi, sorrido guardando la copertina gialla di Norah e dico :”vabbè, prendiamo la zucca che è quasi ora di cena!”.

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RISOTTO CON ZUCCA E NOCI

Ingredienti per 4 persone:

  • 250 grammi di zucca pulita
  • 5 noci
  • 1/2 cucchiaino di paprika
  • 50 ml di latte
  • brodo vegetale
  • 50 grammi di grana stagionato
  • 240 grammi di riso carnaroli
  • olio di zucca
  • 1 cucchiaino di burro

PREPARAZIONE:

  1. preparate una crema di zucca, facendo andare la verdura coperta tagliata a cubetti, con il burro, il latte, la paprika e il sale. Quando è cotta frullate il tutto in modo da ottenere appunto una crema.
  2. fate tostare il riso a secco per 2 minuti, poi unite il brodo vegetale e un cucchiaio di crema di zucca. Continuate in questo modo, ovvero alternando brodo e crema, fino a quando il risotto non sarà cotto, ci vorranno 15 minuti circa per la varietà del carnaroli.
  3. una volta pronto, togliete dalla fiamma e mantecate con il grana.
  4. impiattate e guarnite con i gherigli di noce tritati ed un filo di olio di zucca.

 

Uova, Tartufo e Porcini sempre da Urbani. Aspettando Natale


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Ultima tappa del tour nel mondo Urbani, e ancora una volta ha prevalso l’accoppiamento con l’uovo. Non so, sarà  dipendenza estatica ma l’insieme uova/tartufo secondo il più classico del mondo culinario è un’accoppiata goduriosa da morire. In più, in questa crema ci sono anche i porcini a rendere il tutto più cremoso e gustoso. Io li ho serviti su crostini di farro e olio e.v.o accompagnati da un buon prosecco. Un antipasto perfetto.

INGREDIENTI per 8 persone:

  •  6 uova bio
  • 3 cucchiai di latte
  • 1 cucchiaio raso di grana
  • 1 cucchiaino di erba cipollina tritata
  • 3 cucchiaini colmi di crema Tartufo e Porcini Urbani
  • un pizzico di sale
  • pepe nero macinato fresco

 

PREPARAZIONE:

  • sbattere le uova con il latte, il sale, il grana e la crema di tartufi
  • mettere un filo di olio in una padella antiaderente e far cuocere l’uovo avendo cura di lasciarlo un pochino lento
  • adagiarlo sui crostini, guarnire con l’erba cipollina e il pepe e servire in tavola

 

Un semplice Uovo con Sale Grigio al Tartufo, aspettando Natale


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In casa mia siamo uova addicted, le amiamo in tutti le loro declinazioni, e forse più di tutto le apprezziamo alla coque. Non è dunque un caso che nel momento esatto che ho svitato il tappo di questo prezioso sale al tartufo ho subito pensato ad un semplice uovo alla coque. Servitelo come antipasto, come secondo a colazione o gustatelo semplicemente come comfort food d’eccezione nei giorni dell’avvento, in ogni occasione non vi deluderà.
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Mattina di domenica, sveglia che suona, non presto per fortuna, prima neve alla finestra, più forastica di un gatto mi giro dall’altra parte e aspetto nel tepore delle coperte ancora un pochino prima di alzarmi. Arriva la sirenetta che si accoccola ancora adesso con tutta la sua lunghezza sotto le coperte con noi e chiede piano piano “ma se mangiamo delle uova a colazione?”. Ecco l’ing. allora che si alza, accende il bollitore per il tè,  l’acqua per le uova alla coque e tosta anche il pane. Quando è tutto pronto arriva con un bel vassoio preceduto dal profumo del tartufo. “Uhhhh che buon odore” esclamiamo con la gioia di chi assapora già il Natale e l’aria invernale”, inutile dire che questo momento entrerà nella bottiglia delle piccole cose di cui è fatta la nostra vita.
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INGREDIENTI:

  • 4 uova bio a temperatura ambiente
  • un pentolino di acqua bollente
  • sale al tartufo
  • pane tostato da “pucciare”

PREPARAZIONE:

  1. far bollire l’acqua
  2. immergervi le uova e far cuocere 4 minuti
  3. tirarle fuori, metterle nel portauova, romperle e condire il rosso con il sale grigio al tartufo Urbani
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Prove di Natale con Tartufi Urbani


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Dopo Halloween si pensa al Natale, questo è quello che si ripete spesso in questa casa. Infatti oramai Halloween è da me personalmente ribattezzato come lo “sdoganatore” delle festività. Quindi si dichairano aperte le danze! ad ogni modo questa estate ricevetti una proposta di collaborazione da una piccola grande azienda umbra che commercia tartufi della Valnerina, il suo nome è Urbani Tartufi. Non vi nascondo che all’inizio ci ho pensato su, chi scrive di cibo come me sa che spesso le collaborazioni di questo tipo possono non essere ottimali, ma poi ho letto qualcosa su di loro su come fanno azienda e sulla qualità dei prodotti che vendono. Devo dirvi che fortunatamente ho accettato la loro proposta perchè i loro tartufi sono davvero eccellenti.
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Io ho assaggiato questa splendida crema di tartufo bianco, del sale grigio al tartufo ed infine un mix di porcini e tartufi. Così mi sono lasciata ispirare da questi profumi e sapori e mi ritrovo a proporvi un piccolo viaggio alla scoperta di questo prodotto eccellente della Valnerina. Un viaggio che naturalmente durerà fino a Natale. Iniziamo allora con un risotto al grana e tartufo bianco, lo potete proporre come finger food nelle tazzine o come primo piatto, a voi la scelta. E visto che siamo in tema mi sento di sconsigliarvi un rosso con questo piatto, e di consigliarvi invece un bel  bianco a mio avviso perfetto con il mix grana tartufo.
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INGREDIENTI per 500 grammi di riso:

  • 500 grammi di riso carnaroli
  • un tubetto di crema al tartufo bianco Urbani
  • 250 grammi di grana 16 mesi grattugiato grosso
  • 2 cucchiai di olio e.v.o
  • 1 cucchiaio colmo di cipolla gialla tritata
  • 1 presa di sale e pepe macinato fresco
  • brodo vegetale
  • un giro di balsamico vero sul piatto

PREPARAZIONE

  1. preparare il brodo vegetale diluendo al suo interno 1/3 di tartufo
  2. fate rosolare la cipolla con un pochino di sale, poi aggiungete il riso e fatelo tostare
  3. diluite con il brodo vegetale e lavorando a risotto  – ovvero aggiungendo il brodo man mano che viene assorbito – portate a cottura quasi completa
  4. quando mancano ancora 2-3 minuti aggiungete il grana ed il restante tartufo e girate il risotto amalgamandolo bene
  5. Una volta cotto impiattatelo e guarnite con un giro di balsamico.

Semplicemente delle Mele in una Torta, evocazioni dal Nord


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Dopo tutto questo tempo ho trovato incredibile che il mio Blog mi abbia riconosciuto! prodigi tecnologici che ancora mi sorprendono. Una lunga estate, bella, spesso calda e anche rivelatrice. Una stagione veritiera, ho visto tante cose, molti posti, ho sentito tante emozioni ho conosciuto meglio tante persone e per molti versi ho guardato e percepito come solo i bambini sono capaci di fare, senza veli, senza sovrastrutture ma con la consapevolezza di un adulto miscelata all’innatismo dei nuovi nati. “Spesso non c’è una ragione, spesso le cose capitano e basta”, questa è una frase che ripeto spesso e in questa stagione, che per me si conclude sempre con l’inizio della scuola, ebbene sì qui è ricominciata, questa frase, questo mantra si è rivelato ancora di più in tutta la sua interezza. Non c’è un momento giusto e uno sbagliato, c’è solo un momento in cui riesci a vedere te stesso, come sei, con tutte le nervature, i muscoli rilassati, le rughe, i solchi,le profondità, le asperità, le vene scoperte ed allora trovi e ritrovi il tuo viaggio e guardi indietro, in alto, in basso e davanti. Con una leggera paura che ti accompagna, perché sei pur sempre la persona adulta che è cresciuta in questo mondo, ma con gli angoli della bocca appena alzati. Con questa consapevolezza ho guardato ieri mia figlia affrontare una nuova grande sfida, con il coraggio nei suoi occhi, il coraggio che solo la coscienza delle proprie scelte può dare. A questo proposito arriva la torta, abbiamo fatto un viaggio meraviglioso questa estate io l’ing. e la ragazza. Un viaggio da cui non vuoi più tornare, in cui ti perdi, in cui vedi che tanti mondi sono possibili. Allora prima del primo giorno di scuola abbiamo impastato questa torta che profuma della cannella del nord Europa, così per le memorie evocative olfattive.
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INGREDIENTI:

  • 125 ml di olio di girasole
  • 115 gr di miele millefiori o acacia
  • 3 uova
  • 40 grammi di nocciole tritate finemente
  • 140 grammi di farina di farro
  • 1 cucchiaino raso di cannella
  • una bustina di lievito
  • 2 mele golden

 

PROCEDIMENTO:

  1. montare con la frusta elettrica l’olio e il miele in modo che si amalgamino bene
  2. aggiungere poi i rossi d’uovo uno per volta
  3. incorporare gli ingredienti secchi – farina nocciole e cannella – e lavorare ancora il tutto in modo da ottenere un impasto omogeneo
  4. aggiungere le mele grattate con la grattuggia per la julienne
  5. montare a neve fermissima le chiare dell’uovo ed incorporarle con una spatola e con movimenti leggeri dal basso verso l’alto
  6. infine aggiungere il lievito e far cuocere in forno statico caldo a 175 gradi per 30 minuti

NOTA Io ho utilizzato uno stampo rettangolare, ma potete utilizzare quello che preferite. Se volete arricchire la torta potete anche fare una glassa al cioccolato fondente.