L’Artusi in 15 minuti, un Marito e la Cucina: le uova stracciate di Pellegrino Artusi 141


L’Artusi in 15 minuti, un Marito e la Cucina: le uova stracciate di Pellegrino Artusi
Recipe Type: secondi piatti
Author: Germana
Prep time: 15 mins
Cook time: 5 mins
Total time: 20 mins
Serves: 4
C’era una volta un uomo, un marito, un ingegnere che voleva rendersi utile in cucina. E così un venerdì sera a cena dice: “ho deciso che la domenica a pranzo voglio cucinare io per noi tre!”. Ora voi penserete: “che impegno! mettersi a cucinare per il pranzo della domenica!!!!”. Invece a casa nostra il pranzo domenicale é sempre piuttosto frugale. Spesso la domenica nel primo pomeriggio andiamo a sciare o in piscina o in bicicletta o anche semplicemente a camminare nel bosco. Ragion per cui capita spesso di mangiare qualcosa di semplice e veloce per poi poter uscire. Vi ho spiegato questo solo per ridimensionare l’impegno del maritino. Comunque fatto sta che domenica ha iniziato e questa é la prima ricetta: Uova stracciate dell’Artusi. Naturalmente me lo sono sposato per cui ha aggiunto la sua variante: con funghi trifolati all’aglio. Deliziose! potete usarle come pranzo veloce o come secondo, ma anche come antipasto!
Ingredients
  • 4 uova
  • 40 grammi di burro
  • un decilitro di panna
  • 400 grammi di funghi champignon
  • 1 spicchio di aglio
  • prezzemolo
  • olio e.v.o
Instructions
  1. frullate le uova e conditele con il sale
  2. fate sciogliere il burro in una padella
  3. versateci le uova ed aggiungete la panna gradatamente girando sempre a fiamma bassa
  4. appena cotte servitele con crostini di pane e, nel nostro caso con funghi trifolati con un filo di olio, aglio e prezzemolo

 

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3 thoughts on “L’Artusi in 15 minuti, un Marito e la Cucina: le uova stracciate di Pellegrino Artusi 141

  1. Un sito di ricette fotografate perché,soprattutto nella cucina italiana, i nomi degli ingredienti cambiano da regione a regione, e lo stesso linguaggio della cucina è spesso di difficile interpretazione per i non addetti ai lavori: brasare, spuntare, lardellare, spadellare … ogni ricetta è quindi fotografata fase per fase.

  2. Veniamo fatti accomodare in un ampio tavolo rotondo, a ridosso di una delle vetrate, quasi proiettati nel verde e nella natura dei green circostanti, natura che faceva sentire la propria presenza in sala tramite ronzanti ambasciatori che si aggiravano a ridosso del vetro, rompendo uno strano silenzio, rilassante per alcuni, inquietante per altri, che ha accompagnato l’intero pranzo: un po’ di musica di sottofondo sarebbe stata più che gradita. Discretamente assortita l’offerta della cantina, interamente di produzione isolana, sebbene poche fossero le etichette di livello superiore registrate, ma comunque in grado di darci il piacere di far designare al sottoscritto (il parsimonioso sommelier usufruiva dei servizi) un ottimo DOC “Tuvaoes” 2012 delle cantine Cherchi di Usini, servito in maniera ineccepibile col rito dell’assaggio, performato per l’occasione dal discernente, nel pieno rispetto del protocollo, mentre in sala altri nobili palati ordinavano “Ichnusa” in bottiglia, servita in inusuale vassoio in argento. L’offerta della cucina non è ecessivamente articolata, prevede comunque percorsi di terra e di mare, con modalità di fruizione tramite menù a prezzo fisso o a la carte.

  3. Adagiarli su un vassoio infarinato, coprire con un telo e lasciar riposare in un luogo fresco. Io li ho preparati il sabato pomeriggio e cucinati la domenica a pranzo!

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